QUALE FUTURO PER GLI INFERMIERI E GLI OPERATORI SOCIO SANITARI?

Vicenza -

Da tempo se ne parla, si sta lavorando ed è divenuto oramai necessario ed urgente l’aggiornamento del profilo e delle competenze di queste due professioni. Si tratta molto spesso,di riconoscere semplicemente quanto già appreso e messo in atto sul campo, una realtà che si trova sempre un passo più avanti rispetto all’adeguamento formale.

I lavori del tavolo tecnico “Ministero-regioni” istituito presso il Ministero della Salute ha prodotto due distinti documenti: UNO PER GLI Oss nel luglio 2012 e l’altro più recente nel gennaio di quest’anno per gli infermieri.

 

OPERATORE SOCIO SANITARIO (150 mila).

 

Per quanto riguarda l’Oss, nel documento vengono evidenziate delle criticità che dimostrano come la strada da fare sia ancora molta. Si parte dalla necessità di rilevare i numeri reali degli Oss ad oggi formati ed impegnati nei settori sanitario e sociale; all’esigenza di una formazione uniforme su tutto il territorio nazionale così da produrre attestati riconosciuti in ogni regione; al corretto impiego della figura con l’inserimento nelle equipe assistenziali e conseguente adeguamento dei modelli organizzativi; al riconoscimento come figura che partecipa alla tutela della salute individuale e collettiva e  conseguentemente la corretta collocazione ne ruolo sanitario..

e in categoria C. L’Oss con formazione complementare, mai decollato, è la palese dimostrazione di una figura tormentata che non trova una sua collocazione. Il fatto stesso che sia stato prodotto un documento alquanto generico e purtroppo fumoso (rispetto a quanto formalizzato per gli infermieri), dimostra come questa professione non trova il grimaldello giusto per avanzare! A nostro avviso, l’Oss, pur essendo una figura “giovane”, deve prendere piena coscienza del proprio ruolo, del proprio peso e delle proprie capacità contrattuali.

La Regione Veneto, con la delibera n. 2899 del 2012 ha sospeso per 12 mesi l’avvio di nuovi corsi Oss. Nel periodi 2001 2010 ne sono stati formati 23.000; altri 1000 devono completare il percorso formativo; altri 2000 provengono da istituti professionali. Ci sono inoltre gli oltre 3000 formati prima dell’individuazione dell’Oss, privi di titolo equipollente, che nel biennio 2003-2004 sono stati riqualificati. La delibera evidenzia inoltre come dei 1543 Oss formati nel 2011 solo il 6% abbia trovato un occupazione stabile, mentre il 30% ha ottenuto esclusivamente contratti a termine ed il 64% non ha avuto alcuna occasione di lavoro nel settore.

 

INFERMIERE (400 mila).

 

Per l’infermiere è stato predisposto un vero e proprio accordo in 6 articoli che in attuazione della legge 43 2006 art. 6 prevede il riconoscimento delle competenze, delle funzioni e delle responsabilità dell’infermiere con formazione specialistica, in possesso di master formativi, valutando le pratiche acquisite sul campo e l’esperienza maturata; tutte questioni che gli ultimi contratti nazionali hanno rimandato a quello successivo. Vengono individuate 6 aree specialistiche:

§         Area cure primarie-servizi territoriali distrettuali

§         Area intensiva e dell’emergenza-urgenza

§         Area medica

§         Area chirurgica

§         Area neonatologica e pediatrica

§         Area salute mentale e dipendenze

 

Viene istituito l’osservatorio nazionale cui partecipano rappresentanti del Ministero, delle Regioni, degli Ordini Professionali e delle Organizzazioni Sindacali; i pareri espressi saranno trasmessi al comitato di settore, deputato a inviare le direttive all’Aran per il rinnovo dei Contratti Nazionali e quindi, in questo passaggio

 

dovrebbe essere formalizzati i riconoscimenti giuridici ed economici che purtroppo però non avverranno prima del 2018, stante il blocco totale di tutti i contratti del P.I..

La nostra impressione, leggendo tra le righe questa proposta di accordo nazionale, sembra sia quella di voler spaccare in due questa categoria professionale, per esempio..ci chiediamo..gli infermieri diplomati con il vecchio ordinamento che hanno frequentato le scuole regionali senza bisogno del conseguimento della maturità, non avranno nessuna possibilità di accedere a corsi supplementari, perdendo così per strada tante risorse umane con un elevato bagaglio professionale alle spalle.

La cosa che appare chiara nelle intenzioni della casta medica che preme sempre più insistentemente su tutti i fronti (istituzionale, politico e di categoria) per avere sempre più spazio e ambiti di manovra su quel grande mercato che si chiama “libera professione”, che significa una quantità immane di danaro guadagnata da questi ultimi. Pertanto, nelle loro intenzioni, tutta una serie di mansioni che oggi esegue la classe medica, si dovrebbero demandare al personale infermieristico che svolgerà questi percorsi supplementari di formazione.

Siamo altresì convinti che strutturare un percorso di carriera per il personale infermieristico sia quasi velleitario e foriero di mere illusioni, in quanto il SSN come è strutturato attualmente ha bisogno di forza lavoro direttamente al letto del malato e non di persone rinchiuse in un ufficio delle Professioni Sanitarie, ad inventare chi sa quali strategie. Quindi riteniamo che la legge sulla Dirigenza infermieristica sia un opportunità per pochi eletti e spesso nemmeno meritevoli di accede a mansioni che comportino elevata responsabilità.

 

 

Entrambi i documenti dovranno ora essere approvati dalla Conferenza Stato Regioni. Siamo rammaricati che due figure professionali che dovrebbero essere in simbiosi, in realtà viaggiano separate.. questo divide e rende deboli. Non possiamo a questo proposito nascondere come ciò sia il frutto di illusioni generate da sindacati ed organizzazioni di categoria. Infermieri e Oss lavorano fianco a fianco nei Reparti e nei Servizi, seguono gli stessi pazienti, fanno gli stessi turni, perché allora questa divisione? Non sono accettabili tempi diversi, le due figure devono avere percorsi che riconoscano l’accrescimento e le funzioni che nell’ambito dell’assistenza le coinvolge entrambe.

Non permetteremo che “pressioni” di parte conducano a fughe in avanti lasciano il vuoto intorno.

 

Questa è l’occasione per inserirci nella evoluzione e rilanciare il ruolo sanitario unico e la categoria C per l’Oss.

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