OPPONIAMOCI ALLA MACELLERIA DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

Venezia -

La situazione del Trasporto Pubblico Locale, seppur variegata sul territorio nazionale, è di una profonda e diffusa crisi economica e finanziaria causata da una situazione di profonda e cronica mancanza delle risorse necessarie per il settore, aggravata dalle recenti manovre di ”contenimento” della spesa pubblica varate dal Governo.

A questo si aggiunge un’ulteriore riduzione di risorse statali per il 2012 con ulteriori significative ricadute negative sul comparto ferro – gomma, che comporterà un complessivo peggioramento della situazione.

Per il Veneto questo significa una ulteriore riduzione delle risorse messe in bilancio per i servizi minimi del TPL su gomma. I 268 milioni di euro, stanziati nel 2011, sono stati ridotti a 253 milioni di euro per il 2012 …. quindi una riduzione ulteriore di 15 milioni di euro che si somma ai tagli dell'anno scorso …. mentre sono aumentati il costo dei carburanti, delle assicurazioni, delle manutenzioni, ecc.


Da giovedì 22 marzo 2012, poi, il decreto liberalizzazioni è legge. Con 365 si e 61 no (contrari solo IDV e Lega) la Camera ha dato il via libero definitivo alle misure varate dal Governo Monti a fine gennaio. Parte particolarmente rilevante di questa legge è l'obbligo per comuni e regioni di mettere a gara tutti i servizi pubblici locali, (trasporti, rifiuti, luce, etc.) ed inoltre i “bacini territoriali ottimali per la gestione del servizio non dovranno avere più l'estensione minima del territorio provinciale. La “tutela dell'occupazione” sarà elemento di “valutazione” dell'offerta in sede di gara.

Il primo appuntamento è tra qualche giorno il 31 marzo prossimo quando il ministero per gli Affari regionali dovrebbe licenziare il decreto che fissa le regole per la deliberazione quadro con cui gli enti locali verificheranno “la realizzabilità di una gestione concorrenziale dei servizi pubblici locali”. Poi entro il 30 giugno le Regioni dovranno individuare i bacini territoriali omogenei.


Un'ulteriore criticità è determinata dalla riforma dei trattamenti pensionistici che hanno come conseguenza il quasi totale blocco del turn-over ed un prevedibile aumento di lavoratori inabili alle mansioni di guida.


QUESTA SITUAZIONE E' ULTERIORMENTE ACCOMPAGNATA E AGGRAVATA DA …...

 

  • Un rinnovo del CCNL, scaduto ormai il 31 dicembre 2007, di cui, dopo l’accordo ponte dell’aprile-maggio 2009 e la successiva disponibilità alla formale sottoscrizione del documento del 30 settembre 2010 sulla disciplina dei 4 punti relativi al nuovo CCNL della mobilità da parte di ASSTRA, ANAV, CGIL - CISL – UIL – UGL – FAISA, si è perso completamente traccia;

  • L'intenzione delle aziende di rivendicare la “necessità” di procedere in sede aziendale ad una rivisitazione della contrattazione di 2° livello che comporti un aumento di flessibilità e produttività, un abbattimento del costo per unità di prodotto sia per compensare il taglio delle risorse disponibili per il settore che per eliminare gli eventuali accordi aziendali ancora in vigore che hanno dei punti favorevoli per i lavoratori;

  • L'intenzione delle aziende di ottenere strumenti normativi di gestione del personale come l’adozione di contratti di solidarietà difensivi, incentivazioni all’esodo.


Dobbiamo opporci e ribellarci a questo stato di cose è necessario dare una risposta determinata, una mobilitazione di lunga durata.... Una mobilitazione che USB ha individuato e indicato come necessaria già da dicembre 2010, quando ha dichiarato un primo sciopero contro la mancanza di risorse per il TPL e contro lo smantellamento di un Trasporto Pubblico bene comune, e che ha proseguito anche con l'ultimo sciopero del 27 gennaio 2012.... ORA, dopo questo ultimo sciopero USB continua …. PROMUOVENDO una manifestazione europea il 28 marzo a Bruxelles, davanti al Parlamento Europeo, assieme ad altri sindacati dei trasporti (spagnoli, portoghesi, francesi, belgi, greci, inglesi) LAVORANDO alla costruzione di una grande manifestazione a Milano il 31 marzo per contrastare ed opporci al tentativo, che oggi con il Governo Monti stanno mettendo in atto, di modificare strutturalmente questa società in termini economici e sociali cancellando valori basati sulla solidarietà e sullo stato sociale.


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