Migranti raggirati e sanatoria Ma la Prefettura non ci sente

I «NUOVI VERONESI». Chiedono di poter essere regolarizzati dopo essere stati ingannati

Protesta in piazza Dante. Bennamar pronto allo sciopero della fame

 

Verona -

Tanta delusione ieri in piazza Dante per i migranti che lavorano in nero e chiedono di potere essere regolarizzati. Il vice prefetto Mattia Gerardino, non ha accettato l'eventualità di aprire un tavolo di confronto con la Procura e la Questura per concedere un permesso di «attesa di occupazione» a quanti si sono visti respingere la domanda per la sanatoria.
Come annunciato nei giorni scorsi da Cittadinanza globale, l'associazione che tutela i diritti dei «nuovi veronesi», ha indetto una manifestazione davanti alla Prefettura per chiedere un incontro con la rappresentante dello Stato, Perla Stancari, affinché venisse avviato per l'appunto un tavolo di confronto tra prefettura, questura e procura, al fine di concedere un permesso di «attesa di occupazione» a tutti quei lavoratori che hanno presentato la domanda di sanatoria ma se la sono vista rifiutare. Il 70% di loro per inoltrarla si sono appoggiati ad associazioni criminali che hanno lucrato sulla loro precarietà facendosi pagare anche 3.000 euro. Anche semplici cittadini privi di scrupoli hanno giocato con la loro buona fede.
Le domande di regolarizzazione arrivate in questura sono state 5.400, respinte 800, ed è per queste ultime che Cittadinanza Globale si è attivata. Kaled Bennamar, rappresentante dell'associazione che tutela i diritti dei migranti, non si da per vinto e ha annunciato uno sciopero della fame. Un diniego inaspettato quello del rappresentante della Prefettura che ha detta della delegazione ha considerato la vicenda come un problema amministrativo e quindi da seguire per vie diverse. Una diversa risposta quindi da quella del 2003 data dal prefetto Italia Fortunati che portò ad aprire un tavolo di confronto e all'apertura di un'indagine da parte della Procura del Tribunale per lo sfruttamento che la sanatoria comportò ad opera di attività criminose. I migranti che non rientrano nella sanatoria si incontreranno mercoledì a Porta Vescovo per discutere e cercare possibili soluzioni. Una è già al vaglio e riguarda la richiesta di intervento da parte del questore Vincenzo Stingone. Le 800 pratiche respinte sono di bandati, colf, muratori, commessi che quotidianamente lavorano in nero e che per essere regolarizzati non hanno esitato a pagare. Le denunce raccolte dall'avvocato Claudia Pedrini, anche lei era ieri in piazza Dante al fianco di Roberto Malesani, legale di Cittadinanza Globale, sono un centinaio. A dare sostegno ai migranti in piazza c'era anche Giorgio Gabanizza, di Sinistra Ecologica Libertà Verona, che ha ricordato ai manifestanti che «le leggi dello Stato affermano che chi ha un lavoro e una casa ha il diritto di restare, non dicono che chi è stato sfruttato e truffato deve andarsene». A.Z.

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