I.P.A.B. PUBBLICHE PER UN SERVIZIO SANITARIO E DI QUALITA'

Durante lo sciopero del 17 giugno una delegazione di lavoratori USB si è recata in Comune a Padova dove è stata ricevuta prima dal sindaco Ivo Rossi, poi su richiesta di quest'ultimo dall'assessosere ai servizi sociali Verlato. L'assessore si era impegnato a portare la problematica dei turnisti Ipab in conferenza dei sindaci. Daniela Ruffini presidente del Consiglio Comunale, invece ci ha organizzato l'incontro con i Capigruppo del Comune di Comune di Padova per il 15 luglio.  Abbiamo illustrato la situazione dei 6.000 turnisti delle IPAB ai quali non viene riconosciuto il pagamento per le giornate lavorate nelle festività infrasettimanali (12 gg. l’anno), e per alcuni lavoratori c’è il rischio che debbano restituire le retribuzioni ricevute.


Abbiamo trovato disponibilità  e sensibilità da parte  dei capigruppo  presenti.  La Presidente della VI  Commissione Consiliare, politiche per la promozione servizi  alla persona, Anna Barzon si è detta disponibile a rappresentare la situazione delle IPAB anche attraverso  una interrogazione parlamentare. L’impegno è quello di ritrovarci a settembre in una riunione  congiunta delle Commissioni Consigliari VI  e II (Politiche Economiche) , invitare i Direttori e Presidenti delle IPAB e unitamente presentare proposte che saranno portate al tavolo tecnico regionale, già istituto dall’Assessore Sernagiotto. Il primo incontro regionale, promosso da Sernagiotto, al quale USB è stata ufficialmente invitata, si è tenuto il 9 luglio, USB assieme ai delegati ha presentato il documento che alleghiamo di seguito.


IL 17 LUGLIO 2013 MANIFESTAZIONE  ORE 9 IN PIAZZA MAZZINI A BREGANZE (VI).


INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI E I CITTADINI A LIVELLO REGIONALE A MOBILITARSI E PROTESTARE CONTRO LA VOLONTA' DEGLI AMMINISTRATORI DI TRASFORMARE LA CASA DI RIPOSO, OGGI IPAB, IN FONDAZIONE .  


COME PER LA MANIFESTAZIONE DI PIOVE DI SACCO CONTRO LA CHIUSURA DI ALCUNI REPARTI DELL'OSPEDALE, PREVISTI DALLE SCHEDE OSPEDALIERE, DIMOSTRIAMO CHE IN ANCHE IN VENETO  I LAVORATORI E I CITTADINI SANNO  CONNETTERE LE LOTTE CONTRO CHI VUOLE SPECULARE SULLA SALUTE E L'ASSISTENZA!!!

 

DOCUMENTO



Le I.P.A.B. (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e beneficienza) sono strutture pubbliche per eccellenza. Nate per gestire  ingenti patrimoni, frutto di lasciti, oggi le I.P.A.B erogano servizi  assistenziali e sanitari  per anziani e contemporaneamente amministrano  patrimoni immobiliari. Questa duplice valenza –sanitaria ed economica- le rende molto appetibili agli occhi di chi ha interesse a fare business nel mondo dell’assistenza agli anziani . Poco interessa di sviluppare un servizio che risponda ai bisogni, andando così  a colpire le fasce più deboli della popolazione: gli anziani e i disabili.  


I familiari, da parte loro,  vivono il peso di difficoltà, generate ed aggravate dalla crisi e dal distacco delle Istituzioni pubbliche che soffrono dei pesanti tagli ai trasferimenti per il sociale, decisi dai Governi che si sono succeduti negli ultimi anni.


Molto spesso i servizi per la non autosufficienza, le disabilità sono "delegati"  dal pubblico a soggetti privati, che a loro volta delegano, ad altri soggetti. Questo comporta che  le responsabilità sono scaricate e chi va in sofferenza sono i lavoratori, le famiglie,  gli ospiti .


I lavoratori nelle I.P.A.B sono decisamente un numero inferiore alle necessità ed esigenze che la tipologia del servizio richiede; una condizione di lavoro che vede convivere lavoratori pubblici e lavoratori privati sottoposti a regole contrattuali diverse, che possono  determinare in taluni casi situazioni di conflitto. Il lavoro spesso è portato avanti grazie allo “straordinario” che determina turni pesanti, in condizioni di stanchezza psicofisica, perché l’assistenza che l’ospitedelle IPAB richiede è impegnativo, faticoso e con ricadute di responsabilità per il lavoratore che non sono da  sottovalutare. Questa condizione di lavoro fa si che la qualità del sevizio ne risenta.


Non vi è  unicità formativa e pubblica per gli Operatori Socio Sanitari, oggi lasciati ad una formazione non qualificata. Noi riteniamo che siano maturi i tempi per riconoscere il ruolo sanitario a tutti  gli OSS siano essi  dipendenti ULSS, IPAB o privato sociale.


E’ in questo contesto che si inserisce la questione annosa dei 6 mila i turnisti, delle IPAB,  ai quali per effetto del contratto nazionale EE.LL., a loro applicato,  non viene riconosciuto il pagamento, o il riposo compensativo del lavoro prestato nei giorni festivi infrasettimanali. I lavoratori delle IPAB che si occupano di assistenza agli anziani, pur svolgendo mansioni prettamente sanitarie conferiscono al CCNL degli EE.LL. Il contratto degli EE.LL. prevede che per coloro che svolgono mansioni sanitarie possa essere applicato il CCNL della Sanità,  come avviene in altre Regioni in Italia.


Con le indicazioni della Regione Veneto (assessore ai Servizi Sociali  e del Presidente  del Consiglio Regionale) dello scorso mese di dicembre, sembrava essere stato  raggiunto un accordo, ma ad oggi nulla è ancora definito e chiaro.
I lavoratori oggi corrono il rischio di dover restituire le somme ricevute per il lavoro prestato.


Come O.S. riteniamo  necessario intervenire sulla riorganizzazione dei servizi delle IPAB operanti sul territorio, sia rispetto ai bisogni degli ospiti, delle famiglie, ma   anche guardando a chi ci lavora, con particolare attenzione ai carichi di lavori, alle responsabilità derivanti e all’apertura di una trattativa, regionale/nazionale, per  far aderire i lavoratori delle IPAB al CCNL Sanità.


Abbiamo infine chiesto agli amministratori:


·    la condivisione della proposta di afferire i lavoratori delle IPAB al CCNL Sanità;


·    di sollecitare  i Presidenti delle IPAB del territorio Padovano affinchè tornino al tavolo tecnico regionale, interrotto il 30 aprile e riaperto, su proposta del ‘Assessore Sernagiotto, il giorno 9 luglio u.s.;  


·    di sostenere il principio che le Case di Riposo restino a gestione Pubblica e i servizi reinternalizzati.

Padova 15 luglio 2013

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