Direttiva europea disattesa Multe milionarie per le Asl

19 dicembre 2007 - La Nuova Venezia

 

Abuso della reperibilità mancati riposi nel mirino della Direzione del lavoro

di MASSIMO SCATTOLIN

 

Venezia -

 

 

 

 

Venezia - Turni illegittimi, abuso della reperibilità e degli straordinari, superamento di 13 ore di lavoro continuativo. Ai direttori generali delle Asl veneziane potrebbe costare caro - si vocifera di multe milionarie - il mancato rispetto di una direttiva europea del 1993 (recepita in Italia nel 2003, con dieci anni di ritardo) sul diritto ai riposi da parte del personale. Un diritto del personale spesso sacrificato sull’altare del diritto (ritenuto preponderante) della necessità di garantire l’assistenza al paziente.

La Direzione provinciale del lavoro, però, starebbe per chiudere il cerchio di una lunga indagine, partita nel 2005 dopo un esposto della Rdb Cub, che ha coinvolto le quattro aziende sanitarie veneziane. E sarebbero in arrivo multe milionarie.

L’articolo più violato del decreto legislativo 66/2003 sarebbe quello che garantisce al lavoratore il diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Programmare un turno di mattina e uno di notte lo stesso giorno, una mattina dopo il pomeriggio senza un riposo notturno di 11 ore, un pomeriggio dopo una notte, una pronta disponibilità programmata senza un riposo delle fatidiche 11 ore rappresenterebbe quindi una violazione della legge.

Basta parlare con qualsiasi infermiere per avere la conferma del mancato rispetto di questa direttiva. Nell’estate di due anni fa gli ispettori della Direzione provinciale del Lavoro avevano effettuato alcune indagini all’Umberto I sul personale di Cardiologia ed Emodinamica, sala operatoria di Neurochirurgia, degenze di Medicina, sala operatoria di Cardiochirrugia e chirurgia vascolare, servizio trasporto malati. In quell’occasione erano state riscontrate diverse violazioni in termini di rispetto degli orari e dei turni di riposo. L’Asl 12 era stata sanzionata per gli illeciti riscontrati. Poi non se n’era saputo più nulla.

Qualche giorno fa i Cobas Sanità sono tornati alla carica con la Direzione provinciale del lavoro. «Ci risulta che l’Asl 12 non abbia messo fine agli illeciti sui turni di lavoro del personale ospedaliero - denuncia Paola Gasbarri - e non abbia provveduto a sanare la situazione degli abusi lavorativi rilevati nel 2005». Di qui la richiesta alla Direzione provinciale del lavoro di una nuova verifica sulla turnistica del personale in servizio all’Umberto I.

L’Asl 12, però, non è l’unica. Complici il blocco delle assunzioni e le carenze d’organico periodicamente denunciate dai sindacati anche la 10, la 13 e la 14 sarebbero «fuorilegge». A Chioggia, in particolare, qualche giorno fa i sindacati si sono incontrati con la direzione per cercare di pianificare una turnistica adeguata a garantire il rispetto della legge e, quindi, a evitare al direttore generale dell’Asl le sanzioni previste. Sanzioni pesantissime: si va dai 195 ai 650 euro per ogni violazione a danno di un singolo lavoratore.

La mazzata delle Direzioni provinciali del lavoro è già calata su Conegliano (200mila euro) e, in Lombardia su Saronno e Busto Arsizio (15 milioni a testa). La mannaia, però, rischia di abbattersi anche sulle Asl veneziane. Dalla direzione provinciale del lavoro nessun commento ufficiale. Ci si limita a ricordare che la situazione in Veneto è migliore che altrove sotto vari profili. Non si negano, però, riscontri a significative violazioni della normativa di recepimento della normativa europea. Potrebbe esserci un tentativo di conciliazione in Prefettura. Se fallisse, però, le multe arriveranno. E saranno pesantissime. Una spada di Damocle che pende sui direttori generali in attesa di notizie, entro il 31 dicembre, sulla loro riconferma.

 

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