Cardo-San Michele, no alla privatizzazione di un altro pezzo importante di servizio pubblico

Vicenza -

Il centro assistenza Cardo e San Michele di Montecchio Precalcino per persone che necessitano, nell'ambito psichiatrico, psicogeriatrico e della disabilità fisica e psichica, di una residenzialità a breve, medio o lungo termine tra qualche mese dalla gestione pubblica passerà alla gestione privata. Questo è l'esito del bando di assegnazione ULSS. Va ricordato che queste comunità per molti anni sono state gestite direttamente dalla ULSS, la quale ha poi passato la gestione all’IPAB La Casa, comunque pubblico.

L'ordine di andare alla privatizzazione di tali importanti e delicati servizi è partito dalla Regione Veneto ed è stata attuata dal Commissario dell'ULSS 7. Il pezzo pubblico che viene privatizzato non è marginale: 88 dipendenti, 140 utenti del servizio. Una eccellenza sanitaria-assistenziale riconosciuta universalmente.

Si arriva a questa privatizzazione nonostante le proteste sociali, il parere contrario dei sindaci, l'opposizione dei familiari e dei lavoratori. USB aveva dichiarato lo stato di agitazione sindacale, chiesto all'ULSS di sospendere il bando, ma il commissario ULSS ha proseguito imperterrito a eseguire gli ordini anche perché sia da parte IPAB che da parte sindacale non si è voluto andare ad uno scontro con la Regione. IPAB e altri sindacati ora rassicurano il personale che nessuno finirà a lavorare sotto le cooperative, diciamo che questo è il minimo sindacale da cui non si deve derogare.

Ma anche se questo succederà non si è riusciti a fermare la costante privatizzazione che Zaia-Lanzarin continuano ad attuare. Va ricordato che la ULSS 7 Pedemontana è quella che ha privatizzato servizi più di tutte, è la Usl dell'ospedale di Santorso fatto con il Projet Financing.

Insomma un disastro, disastro che la popolazione ha ben presente, come gran parte dei sindaci.

Abbiamo pochi giorni per tentare in extremis di fermare il treno in corsa. Aperte le buste e proclamato il vincitore ora serve la delibera di assegnazione. Chiediamo pubblicamente al Commissario di non firmare l'atto di aggiudicazione. Chiediamo troppo?

Mobilitazione da subito, non vogliamo essere quelli che non le hanno tentate tutte per impedire la privatizzazione.

 

Raniero Germano

p.USB Vicenza

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