BASTA MORTI PER AMIANTO!

Valdagno -

La notizia delle morti da amianto alla Marzotto non ci hanno colto di sorpresa. Gli operai colpiti lavoravano negli stabilimenti di Valdagno e negli stabilimenti ex Lanerossi di Schio. Da tempo alcune famiglie si erano mosse, alcune arrivando anche ad una transazione con l'azienda stessa, altri lavoratori invece sono restati in silenzio per paura.

Negli anni scorsi il nostro RLS – rappresentate dei lavoratori per la sicurezza – aveva chiesto più volte gli incartamenti sulla presenza dell'amianto nei reparti, soprattutto in quelli delle caldaie, e in alcune macchine tessili – l'amianto era presente infatti nei freni dei telai – e aveva chiesto pure informazione sullo smaltimento dell'asbesto che è stato tolto da alcuni reparti e da alcuni macchinari solo negli anni scorsi.

Un lavoro paziente di Medicina Democratica e dell'Associazione Italiana Esposti Amianto (Aiea), coadiuvato dal nostro aiuto ha finalmente tolto il velo e le paure a questa, se provata, ecatombe. Valdagno, Marlane: come si vede il profitto produce lavoro, ma anche morti.

Quello che è successo alla Marzotto succede anche in scala maggiore, seppure per altri motivi inquinanti, all'Ilva di Taranto e molte in altre fabbriche. Fortunatamente i lavoratori stanno sempre meno in silenzio! Quello che sta succedendo nelle piazze di Taranto deve far capire a padroni e governo che non si è più disposti a cedere ai ricatti e che il lavoro è un diritto che va sempre coniugato con la salute e la sicurezza dei dipendenti e di chi vive nel territorio. Si lavora per vivere, non per morire!

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