ARTICOLI DI Rassegna STAMPA 28 Ottobre 2008

Verona -

 


28 ottobre 2008 - L'Arena

PROTESTA. I delegati sindacali del Cub scrivono al prefetto affinchè convochi un tavolo di conciliazione per discutere dell’organizzazione del lavoro in Neurologia
«Poco personale per i pazienti gravi»

Verona - Una lettera-esposto al prefetto di Verona, Italia Fortunati, affinchè li aiuti «a lavorare meglio, garantendo la necessaria assistenza ai degenti». È un’iniziativa del Cub-confederazione unitaria di base, che l’anno scorso - per la prima volta - ha eletto due rappresentanti tra le Rsu dell’Azienda ospedaliera. «Un passo obbligato a fronte del silenzio dell’Azienda ospedaliera», annota Paola Piazzola, una dei due delegati sindacali, «che non si è degnata di rispondere a una delle tante lettere scritte dall’agosto 2005 a oggi». Lettere che hanno lo stesso oggetto. «Nella clinica Neurologica di Borgo Roma il personale paramedico è carente al punto che siamo costretti a saltare turni di riposo e ferie», denuncia Piazzola, «per garantire adeguata assistenza ai ricoverati. Che nove volte su dieci sono totalmente non autosufficienti: parliamo di malati di Alzheimer o morbo di Parkinson, malati di sclerosi multipla, soggetti in stato vegetativo permanente che richiedono assitenza al cento per cento, di giorno e di notte». Nella lettera-esposto, il responsabile regionale della Sanità dei Cub, Federico Martelletto, chiede al prefetto di convocare entro cinque giorni il tavolo sindacale di conciliazione e annuncia, nel contempo, la proclamazione dello stato di agitazione «del personale dell’Azienda ospedaliera».
I rappresentanti sindacali evidenziano, dati alla mano, come l’organizzazione del lavoro necessiti di correttivi. «Il reparto consta di 28 posti letto ufficiali», dichiara Piazzola, «ma i letti bis sono all’ordine del giorno: dal primo gennaio al 3 ottobre scorso sono stati ben 232. Il personale? Siamo 16 infermieri, suddivisi in tre turni e 5 operatori socio-sanitari. Le assenze per malattia non vengono integrate: ci danno una mano i tirocinanti, ma non va bene. Noi infermieri siamo ancora tenuti a operare per compiti, è un approccio datato che non va bene, perchè manca la responsabilizzazione complessiva che ogni operatore sanitario vorrebbe avere dei pazienti che assiste».
«In queste condizioni di carenza cronica», aggiunge Piazzola, «non possiamo farci carico di una novità che dovrebbe essere attivata a breve, la Stroke Unit per chi ha avuto un ictus. Sono pazienti subintensivi e abbisognano di assistenza a nostra opinione diversa».
Il primario Nicolò Rizzuto dice di «trasecolare nell’apprendere dell’iniziativa sindacale. In questo reparto non massacriamo nessun lavoratore. Ospitiamo pazienti acuti e in emergenza, ma non mi risulta ci siano problemi. Se non quello della mancanza di una lungodegenza dove inviare i pazienti, una volta dimessi da noi. Ma perchè gli infermieri non sono venuti da me?»


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