Caso ACCADEMIA DEI CONCORDI: tutto sulla pelle dei lavoratori, degli utenti e dei cittadini di Rovigo

Rovigo -

La diatriba sull'Accademia dei Concordi continua con dinamiche paradossali.
Sulla pelle dei lavoratori, degli utenti e dei cittadini di Rovigo prosegue una sceneggiata in cui il rimpallo di responsabilità è indecente.
Se il Comune non onora i propri impegni vi è pure un pregresso denso di opacità di bilancio addebitabili agli amministratori dell'Accademia, nomine per lo più politiche, che hanno finito per mettere a repentaglio l'esistenza della stessa istituzione culturale.
E se in luogo di un generoso mecenatismo, o assieme a quello, l'ex presidente Costato avesse preteso chiarezza e nei rapporti Comune -Accademia forse non si sarebbe ridotti in questi termini, ma recriminare è inutile ora, bisogna guardare avanti per fornire risposte che vadano a risolvere la spinosa questione sotto ogni aspetto, lavorativo e di pubblica utilità.
Intanto va fissato un punto: la biblioteca va resa pubblica e i lavoratori salvaguardati con soluzioni non precarie.
Non è possibile che Rovigo si priia di un sevizio presente in ogni città italiana e si appoggi ad un privato, seppur prestigioso.
Certo non è il Commissario prefettizio a poter risolvere la situazione ma di sicuro dovrà essere un impegno prioritario per chi andrà ad amministrare la città nel futuro prossimo venturo.
Ricerca, fruizione e servizi come l'aula studio non possono essere cancellati con un colpo di spugna dell'insipienza amministrativa.
Ed i lavoratori non possono ogni anno trovarsi pendula sul capo la spada di Damocle di un bilancio in perenne ritardo.
Per il resto dell'Accademia, pinacoteca e altro, si potrebbe verificare un maggior coinvolgimento della Fondazione Cariparo, ma lavoro e servizi sono le questioni prioritarie.
O, visto che sussidiarietà e volontariato sembrano i fondamenti politico-amministrativi di chiunque amministri, dovremo essere noi di Usb a mettere a disposizione degli studenti, che si appoggiano all'Accademia, uno spazio studio nella nostra sede? Sarebbe bene che al più presto vi fosse un confronto pubblico sul da farsi, magari chiesto dagli amministratori stessi dell'Accademia dei Concordi e che riunisca ogni attore coinvolto a partire dal Commissario Ventrice.
Non si perda tempo oltre.


http://www.rovigooggi.it/articolo/2014-07-23/l-ingiunzione-non-si-ferma/#.U9Aw70D5_Sg 

(articolo Rovigooggi.it)

Fabrizio Leccioli e Vanni Destro - Usb Polesine